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Torta Pane degli Angeli

La torta Pane degli Angeli è buonissima con o senza farcitura, adatta ad essere decorata per particolari occasioni. La torta Pane degli Angeli è un dessert soffice come una nuvola al buon sapore vaniglia, semplice e veloce da fare.

Ingredienti: 

  • 250 gr amido frumento
  • 150 gr zucchero
  • 150 gr farina 00
  • 160 gr burro
  • 1 bustina lievito
  • 3 uova
  • 1 bustina vanillina

Lavorate con le mani le farine ed il burro, sino a ottenere un impasto malleabile. Sbattete i tuorli con lo zucchero sino ad avere un composto cremoso . Montate gli albumi a neve ben soda. Amalgamate i primi due composti, aggiungete gli albumi, la vanillina ed il lievito mescolando con delicatezza per mantenere l’impasto spumoso.

Versate in una teglia ricoperta di carta forno, infornate a 170° per 50 minuti.

Lasciate raffreddare nella teglia, poi sistemate la torta sopra un piatto e spolverate con zucchero a velo.

Poggiando sulla torta una figura ritagliata, prima di spolverare con lo zucchero a velo, quando la levate rimarrà tracciata la sagoma da voi scelta.

Tagliate a fette e servite accompagnando con cioccolata o crema pasticcera, oppure una tazzina di caffè o un bicchiere di spumante.

 

Curiosità:
La vaniglia è una specie di orchidea, coltivata a fini alimentari nelle regioni tropicali. Nella cucina italiana si usano i frutti di vaniglia, i baccelli, per aromatizzare creme e torte, ma nelle cucine orientali ed africane, la vaniglia si adopera anche in piatti salati. La vanillina, invece è la molecola aromatica principale della vaniglia e può essere estratta dalla vaniglia naturale o essere riprodotta sinteticamente dagli scarti del legname. La vanillina, specialmente quella di sintesi, ha un costo inferiore, rispetto al baccello di vaniglia ed anche un aroma ridotto. Se non avete la possibilità di acquistare il baccello di vaniglia, ma volete avere almeno una vanillina migliore, assicuratevi che negli ingredienti sia riportata la dicitura estratto di vaniglia.

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Polpettone con sorpresa

Ingredienti :

1 kg carne macinata
4 uova
1 scodella di polenta
100 gr grana
100 gr pangrattato
noce di burro
½ bicchiere vino bianco
olio d’oliva
½ bicchiere di latte
sale
santoreggia e salvia

Mettete in una ciotola la carne macinata, il grana grattugiato, la santoreggia triturata, il sale, un uovo, 50 gr di pangrattato e la polenta.
Amalgamate bene con un cucchiaio sino a rendere il composto ben omogeneo. Fate cuocere 3 uova per 7 minuti, sgusciatele e sistematele nel mezzo del polpettone, date una forma cilindrica, infine rotolatelo nel pangrattato rimasto.
Ungete una teglia con un po’ d’olio, mettete una noce di burro, la salvia e fate rosolare il polpettone da tutte le parti. Irrorate col vino bianco e lasciate evaporare, aggiungete il latte e infornate a 180° per 70 minuti.
Tagliate a fette e servite ben caldo, accompagnando se volete con un po’ di polenta.

Questa ricetta appartiene a un vecchio ricettario del padre di Franco, appasionato di cucina, che scriveva sopra un quaderno i suoi piatti preferiti. Noi cuciniamo abbastanza spesso il polpettone, pressapoco simile a quello proposto, ma l’aggiunta della polenta e delle uova intere ci ha sorpreso e incuriositi. Nemmeno Franco si ricordava questi ingredienti, sperimentarlo oggi è stato come rivivere le tradizioni di famiglia e riscoprire sapori ormai dimenticati.Genuino, economico e veramente buono.

Curiosità:
La santoreggia diffusa in Asia ed Europa, cresce nei luoghi aridi e assolati, dalle colline alle zone submontane. La sua fama come afrodisiaco si diffuse in epoche molto antiche, si raccomandava di non eccederne nell’uso altrimenti si sarebbe finiti in balia degli istinti più sfrenati ed incontrollabili. Nel Medioevo in molti monasteri ne fu proibita la coltivazione, mentre in altri casi fu molto apprezzata e addirittura mescolata ad altre droghe che rendessero questa sua caratteristica ancora più accentuata. Il sapore speziato di questa piantina è simile al timo, ma più deciso e amaro, usata prevalentemente per insaporire carni e legumi. Ancora oggi la santoreggia è molto usata in Inghilterra, il suo nome in inglese è savory cioè “saporita” e viene adoperata per molti piatti ed insalate. Sotto alcuni scatti ad un cespuglio di santoreggia fiorita.

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Mariconde


Ingredienti:

 

  • 200 gr pane raffermo
  • 40 gr spinaci
  • 120 gr prosciutto cotto
  • 2 uova
  • noce moscata e sale
  • 1 l di brodo
  • 100 gr grana grattugiato

 

Macinate il pane, il prosciutto e gli spinaci crudi nel tritatutto, mettete in una ciotola e unite il formaggio, le uova, un pizzico di sale e un velo di noce moscata.
Mescolate con un cucchiaio i vari ingredienti,

impastate con le mani, sino a ottenere un composto omogeneo e consistente, poi fate delle palline rotolando fra i palmi delle mani un po’ dell’impasto preparato, sino ad esaurimento del medesimo.

 

In un pentola fate scaldare il brodo, quando bolle versate le mariconde e fate cuocere per 10 minuti a fuoco moderato. Versate con il mestolo nelle fondine e servite calde con una spolverata di grana grattugiato.

 

Un antico primo piatto della tradizione contadina, quando in casa era molto importante recuperare tutti gli avanzi dei pasti precedenti o utilizzare tutto ciò che era rimasto nella dispensa. Si possono infatti preparare anche con pangrattato, lesso di carne o pollame, salumi e formaggi vari o aromatizzare con le spezie preferite. La ricetta che vi abbiamo proposto è molto gustosa e genuina, veloce da preparare e ormai inconsueta. Sullo sfondo delle fotografie abbiamo messo vari tipi di palle, ci sono sembrate adatte a presentare questa ricetta, con la loro forma ricordano le mariconde.

Curiosità.
Lo spinacio è una pianta dalle foglie carnose, arricciate, di un verde scuro e consistenza croccante, è ricco di ferro e si presta a cotture leggere che permettono di mantenere inalterate le sue proprietà nutritive. Si consiglia di scegliere piante con foglie di colore uniforme, non appassite, con gambi integri e croccanti.


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Torta Garibaldi

 

Ingredienti

 

  • 140 gr di noci sgusciate
  • 140 gr zucchero a velo
  • 140 gr cacao amaro
  • 20 gr cedro candito triturato
  • 4 uova
  • 1 bustina di vanillina
Triturare nel mixer le noci ,versarle in una ciotola e aggiungere lo zucchero ,il cacao, i canditi ,la vanillina e i tuorli. Amalgamare il tutto aggiungendo per ultimo delicatamente gli albumi montati a neve ben soda.
Ricoprire una teglia con la carta forno e versate il composto.
Infornate a 160°c x 1h ,quando è completamente raffreddata cospargere con zucchero a velo.

Non è una torta lievitata, perciò si presenta bassa, ha un aspetto anonimo e insignificante ma è veramente squisita, si viene conquistati subito al primo assaggio. L’aroma dei canditi, il dolce-amaro del cacao e il gusto intenso delle noci sapientemente miscelati ne fanno una vera prelibatezza. Adatta a essere accompagnata da una crema pasticcera alla vaniglia che ne contrasta il gusto esaltandolo ulteriormente https://pentolefornelli.com/crema-pasticcera

Curiosità:
Ricetta proveniente da un quaderno di ricette privato, dell’ultima moglie di Giuseppe Garibaldi, F.Armosino, dal quale risulta che il generale a tavola era di gusti semplici, anche se avendo girato mezzo mondo, non disdegnava piatti della cucina internazionale. L’eroe dei due mondi, era uomo colto, parlava cinque lingue ed a Caprera aveva una biblioteca di quattromila libri. Sul quadernetto sono annotate le ricette che in casa venivano preparate più spesso, talvolta suggerite dallo stesso Garibaldi, che le aveva apprese durante i suoi viaggi in Italia o all’estero. La figlia Clelia raccontando episodi di casa Garibaldi a Caprera, rivela un padre tenero e affettuoso, che si scuriva la barba con il caffè e che non voleva fossero catturati gli uccellini perchè ritenuti” la poesia e la benedizione della casa”.

Cala Portese (Isola Caprera)-“Spiaggia dei due mari”

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Pandolce alla Garibaldi

 

Questa ricetta come quella della torta di noci (chiamata da noi torta Garibaldi) http://pentolefornelli.blogspot.it/2012/04/torta-garibaldi  proviene da un quadernetto sul quale l’ultima moglie di G. Garibaldi annotava i piatti preferiti che venivano preparati in casa, a gennaio del 2012 il settimanale Oggi le ha pubblicate. L’autrice afferma che questo è un pane che fa onore alla cucina classica bolognese, gustoso a mangiarsi solo e atto a essere servito inzuppato in qualunque liquido.


Ingredienti:

  • gr 500 farina di grano
  • gr 50  pinoli
  • gr 180 zucchero a velo
  • gr 180 burro
  • gr 30 cedro candito                
  • gr 70 zibibbo 
  • gr 120  uva sultanina
  • 2 uova
  • 4 gr cremor tartaro
  • 1 dl latte
  • 4 gr bicarbonato
Questi gli ingredienti della ricetta originale io però ho sostituito al cremor tartaro e al bicarbonato 1 bustina di lievito e al posto del cedro candito ho usato canditi di arancia e limone fatti in casa.
Mescolate lo zucchero con la farina uniteci il burro fatto a pezzetti le uova e il latte, sino a quando il composto sarà omogeneo poi aggiungete i pinoli, i canditi e l’uva.
 Rimaneggiate il composto e formate due pani a forma di spola, dorateli con un tuorlo.
Cuocete in forno a 180° per 45 minuti.
Ai pani ho dato forme diverse ed ho cambiato il nome originale della ricetta “Pane bolognese”, in onore dell’eroe dei due mondi. Sono d’accordo con la signora Garibaldi nel ritenerlo gustoso perché a mio avviso è veramente buono.                                                                                                  

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Pane tricolore

Il pane tricolore dall’aspetto patriottico è adatto per celebrare al meglio anche a tavola le festività nazionali, per stupire gli ospiti o per ricordare la patria all’estero. Il sapore un po’ neutro del pane è in questa preparazione reso gustoso da spinaci, noci e concentrato di pomodoro, consiglio per questo motivo di mangiarlo con cibi non troppo elaborati o dal sapore molto intenso. Il pane tricolore è un po’ laborioso nella preparazione, ma piacevole da vedere specialmente quando viene affettato, preparatelo seguendo la nostra ricetta e farete un fugurone!

Ingredienti:
  • 80 gr Spinaci frullati
  • 600 gr Farina tipo 1
  • 20 gr Lievito di Birra
  • 20 gr Noci
  • 4 cucchiaini d’Olio
  • 1 pizzico Sale
  • 80 gr concentrato Pomodoro
1) Preparate 3 impasti: ognuno con 7 gr di lievito di birra sciolto in 90 gr di acqua tiepida, 180 gr di farina, un pizzico di sale, un cucchiaino di olio e uno degli altri tre ingredienti. (le noci triturate per il pane bianco, gli spinaci per il pane verde e il concentrato di pomodori per il pane rosso.)
2) Amalgamate bene i vari ingredienti poi chiudete ogni impasto in un sacchetto per alimenti. Lasciateli lievitare finché raddoppiano il loro volume (circa 1 ora).
3) Togliete 1/4 di pasta da ognuno dei tre impasti colorati e metteteli da parte.
4) Stendete sull’asse un impasto di ogni colore in 3 fasce lunghe 27 cm e larghe rispettivamente 18, 16 e 14 cm, arrotolatele ora su se stesse dal lato più lungo,
5) Ora stendete gli impasti di ogni colore messi da parte, in 3 fasce larghe 9 cm e lunghe circa 20 cm, accostatele dal lato più lungo in modo da formare un unico pezzo tricolore, metteteci sopra l’impasto a girella e avvolgete in modo da formare un unico pane tricolore.
6) Spennellate con l’olio la superficie e disponete qualche pezzetto di noce al centro, lasciate nuovamente lievitare (circa 90 minuti) in luogo tiepido.
7) Infornate a 180°, in forno già caldo per circa 45 minuti. Lasciate raffreddare prima di tagliare a fette e consumare.
Infornate a 180°, in forno già caldo per circa 45 minuti. Lasciate raffreddare prima di tagliare a fette e consumare.

 

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Canditi d’arancia

I Canditi d’Arancia sono morbidi e gustosi, hanno un intenso sapore di agrumi ed piacevolissimo aroma, chiusi in un contenitore durano veramente a lungo. La ricetta dei canditi d’arancia è un utile e buon ripiego per non sprecare le bucce delle arance che durante l’inverno si consumano di frequente.


Ingredienti:
scorza di 2 arance non trattate
60 gr di zucchero

 

 

 

Pulite la scorza delle arance, tagliatela a cubetti, poi mettetela in una ciotola piena di acqua. Lasciate la scorza immersa per una giornata, cambiando l’acqua ogni tanto. Poi scolate e versate i cubetti di scorza in una padella con lo zucchero.

Mettete sul fuoco e rigirate spesso sino a quando il caramello inizia a solidificare,
togliete dal fuoco e lasciate raffreddare rigirando un paio di volte per non fare appiccicare i canditi.
I canditi d’arancia sono pronti da gustare o da usare per la preparazione di svariati dolci. Se tagliati a strisce e poi intinti per metà nel cioccolato fuso si possono servire con tè e biscottini.
Curiosità:
La canditura è un metodo di conservazione di parti di piante commestibili, mediante immersione in uno sciroppo di zucchero. Già le antiche culture della Cina e della Mesopotamia conoscevano la conservazione mediante zuccheri. Spesso era l’unico metodo di conservazione conosciuto:gli antichi Romani mantenevano addirittura il pesce immergendolo nel miele. I veri precursori della canditura moderna sono gli Arabi, che servivano agrumi e rose candite ai loro banchetti. I primi documenti che testimoniano l’uso di frutta candita in Europa risalgono al 500. All’epoca i canditi venivano assimilati alle spezie. In Italia diventano un cardine della tradizione culinaria, in dolci famosi come il panettone e la cassata siciliana.
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Cheesecake al caffè e cioccolato


Ingredienti per la base:

  • 350 gr biscotti Digestive
  • 150 gr burro
  • 30 gr zucchero di canna

Fate sciogliere il burro e lo zucchero in una padella,

  

versate i biscotti frullati e fate rosolare per qualche minuto a fuoco moderato, rigirando con un cucchiaio.

Versate il composto in una teglia ricoperta di carta forno, lo pressate con un batticarne per compattare la base,poi lo mettete in frigorifero a riposare per un’oretta.
Ingredienti per la crema:

  • 100 gr cioccolato fondente
  • 400 gr philadephia
  • 1 tazzina caffè bello carico
  • 2 tuorli
  • 60 gr zucchero a velo
  • 100 gr marrons glacés

Sciogliete lo zucchero nel caffè, lo versate freddo sul formaggio e mescolate sino a renderlo omogeneo, unite i tuorli ed i marrons glacés sbriciolati e amalgamate.

In un tegamino mettete il cioccolato spezzettato e lo fate sciogliere a bagnomaria, lo spargete sul composto cremoso, poi versate la crema sulla base già pronta nella teglia.

Livellate delicatamente la superficie con un cucchiaio e infornate a 180° per 13-15 minuti.

Lasciate intiepidire, poi guarnite con i marrons glacé e gli ovetti di cioccolato.

Mettete nuovamente la teglia in frigorifero per almeno 4-5 ore, poi estraete il dolce e lo sistemate in un piatto.

Tagliate a fette e servite, accompagnando se volete con una tazzina di caffè.
Questo cheesecake a nostro avviso è eccezionale, abbiamo modificato la ricetta tradizionale a tutto vantaggio della bontà. L’aroma del caffè, il dolce-amaro del cioccolato fondente, i l sapore di castagna glassata, ben si abbinano al gusto leggermente acidulo del formaggio ed a quello dolce e burroso dei biscotti. La consistenza friabile e un po’ croccante della base e la morbida corposità della crema formano una fusione perfetta, una vera delizia per il palato.
Curiosità:
La produzione dei biscotti Digestive inizia verso la metà del 1800 a Edimburgo (Scozia), mentre il marchio viene inventato nel 1892. Dal 1925 in poi si producono vari gusti di biscotti Digestive: cioccolato, latte, arancia, menta,..
Il primo formaggio spalmabile americano è invece prodotto a New York nel 1872, nel 1880 viene adottato il nome “Philadelphia”, in quanto l’omonima città era considerata la migliore produttrice di formaggi.
Il cheesecake, infine, sembra avere origini nell’antica Grecia, poi la ricetta fu portata in America dagli immigrati ed infine è diventato il dolce tipico della tradizione newyorkese.

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Ravioloni spek e spinaci

Ingredienti  per la pasta:

  • 400 gr semola
  • 1 cucchiaio d’olio  
  • pizzico di sale
  • 1 uovo
  • circa 200 gr d’acqua            

                                

Disponete la farina a fontana sulla spianatoia aggiungete nel mezzo l’uovo, il pizzico di sale e l’ acqua poco per volta, impastate energicamente per 10 minuti finché l’impasto è ben omogeneo ed elastico, lasciatelo a  riposo avvolto in un canovaccio per 15 minuti.

 

Ingredienti per il ripieno:

  • 100 gr grana grattugiato
  • 250 gr ricotta
  • 200 gr spinaci frullati
  • noce moscata 
  • sale
                                                             

                                

Amalgamate tutti gli ingredienti in una ciotola sino a quando il ripieno è ben omogeneo.

                  

Con l’apposita macchina tirate la pasta in strisce alte circa 10 cm, ritagliate dei cerchi col bordo di un bicchiere, disponete nel mezzo un cucchiaino di ripieno, richiudete su se stesso e premete con le dita sul bordo.

Ingredienti per il condimento:

  • 5 fette di spek
  • olio
  • 1/2 bicchiere di latte
  • salvia                                                                                     

Ungete una piccola padella con l’olio, fate rosolare lo speck tagliato a listarelle, versate un po’ di latte e lascatelo restringere prima di aggiungerne ancora un poco alla volta sino ad esaurimento.

                                                      

 Fate bollire l’acqua in una pentola, salate e poi versate i ravioloni, fateli cuocere per 8-9 minuti, poi scolateli e conditeli con lo speck e una spolverata di grana grattugiato. Servite ben caldi.

Questi ravioloni costituiscono un ottimo primo, il sapore delicato del ripieno ben si abbina al sapore intenso del condimento. Il gusto saporito dello speck che per primo si avverte all’assaggio viene delicatamente smorzato dal sapore leggero e dolciastro della ricotta e spinaci, sprigionando nel palato una piacevole armonia.
  

                                                                                     

 Per coloro che preferiscono un sapore esclusivamente delicato consigliamo di condirli solo con burro, salvia e una spolverata di grana.
                     

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Pane con le noci

Ingredienti:

 

  • 400 gr farina bianca
  • 400 gr latte
  • 150 gr farina integrale
  • ½ limone
  • 100 gr noci sgusciate
  • 100 gr semola
  • 16 gr cremor tartaro
  • cucchiaino sale
  • 1 cucchiaino bicarbonato

Spremete il succo di mezzo limone nel latte, salate e lasciate riposare per un’ora, poi unite le farine, gli agenti lievitanti, le noci spezzettate e amalgamate con le mani sino a ottenere un impasto umido ed omogeneo.

 

Disponete il pane a cupola sulla piastra del forno ricoperta da carta forno, con la lama di un coltello incidete un taglio a croce e infornate in forno già caldo a 200° per circa 45 minuti.
Lasciate raffreddare, tagliate a fette e servite.
Questo pane senza bisogno di lievitazione si prepara in Irlanda, con l’aggiunta delle noci è gustosissimo. La crosta è buona e croccante, l’interno morbido e fragrante. Non a caso c’è un detto in dialetto “ pan e nùs l’è mangià dé spùs …”che conferma  la bontà di questa ricetta asserendo che il pane con le noci è adatto anche ad un pranzo di nozze. Se avete in casa il sesamo vi consiglio di spargerlo sulla suprficie dell’impasto otterrete un pane ancora più saporito.
Curiosità:
Il noce è originario dell’Asia centrale, coltivato da lungo tempo anche in Europa e in America per la produzione del legno e dei frutti.  Ogni parte del noce può essere sfruttata dall’uomo: il legno è pregiato; dalla corteccia si estrae il tanino; dal mallo si ottengono sostanze per tingere i tessuti; le noci sono ottime in cucina e  usate anche per ricavarne il prezioso olio. Inoltre col mallo della noce si produce un ottimo liquore, il nocino e con il suo decotto si ottiene colorante per i capelli, infatti mio papà che da giovane era biondo lo usava per avere una tinta più scura.

 

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